Via Civita 71
64010 COLONNELLA
(TERAMO)
Tel. 0861.753434
cell. 347.4671480
cell. 349.8683776

CAMPLI
Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo

Piazza S. Francesco Tel. fax 0861/569158 Orario di apertura: tutti i giorni, da giugno a dicembre, dalle 8,30 alle 11,30 e dalle 15,30 alle 19,30. Costo del biglietto: ingresso gratuito.

Il Museo Archeologico Nazionale, allestito secondo i più moderni sistemi museali nell'ex convento di S. Francesco, conserva i reperti della necropoli della vicina Campovalano, dove sono state rinvenute oltre seicento tombe sia a fossa che a tumulo. Nelle varie sezioni è possibile ammirare oggetti di diversi corredi funerari, resti archeologici e faunistici risalenti all'età del bronzo medio e recente (XVI - XII sec. a.C.), corredi maschili di adulti e bambini datati tra il X e il II secolo a.C., alcune sepolture femminili e diverse tombe risalenti all'ultima fase della necropoli (IV - II sec.a.C.). E' a disposizione, inoltre, una sala audiovisiva dove è possibile assistere alla proiezione di filmati inerenti il museo.

CASTELLI
Museo delle Ceramiche

Via del Convento Tel. 0861.979398 - Fax 0861.979225 Orario di apertura: aperto tutti i giorni tranne il lunedì. Nel periodo estivo dalle 10.00 alle 19.00; in quello invernale dalle 10,00 alle 13,00. Costo del biglietto: intero L.5.000 (2,58 euro), ridotto L.4.000 (2,06 euro).

Nell'ex convento francescano ultimato nel 1696 è allestito il museo delle ceramiche che accoglie la raccolta civica creata da Giancarlo Polidori nel 1934 e tutte le opere donate nel corso degli anni dai cittadini di Castelli. Nelle diverse sezioni, ospitate nei due piani del convento, sono esposte numerosissime opere che vanno dall'alto medioevo ai giorni nostri. Sono degne di essere menzionate: la "Madonna che allatta il Bambino" di Orazio Pompei (XVI secolo), la produzione barocca di Carlo Antonio Grue, le opere di Francesco, Anastasio, Aurelio, Liborio, Francesco Saverio, Nicola Tommaso, tutti della dinastia dei Grue e quella dei Gentili, Cappelletti e Fuina. Al piano terra è allestita una sezione a parte, dedicata all'archeologia.

CASTELLI
Raccolta Internazionale d'Arte Ceramica Contemporanea

Via del Convento, 1 Tel.0861.979126 - Fax 0861.970656 Aperto dalle 8.30 alle 13.30 feriali; pomeriggio e festivi su prenotazione Ingresso gratuito.

All'interno dell'Istituto Statale d'Arte "F.A. Grue", una scuola che trae da un lontano passato esperienze e tradizione per proiettarle nel futuro, è ospitato il museo che raccoglie le espressioni ceramiche di artisti contemporanei di tutto il mondo. Sempre nei locali dell'Istituto è ospitato il "Presepe monumentale" costituito da circa 60 statue di ceramica, a grandezza naturale, prodotte dagli alunni del "Grue" nel decennio 1965-1975.

 

CASTILENTI
Museo Civico I.R.E.A. (Istituto Regionale di Etnomusicologia Abruzzese)

Palazzo De Sterlich CASTILENTI In allestimento.

Malgrado gli sforzi e i buoni risultati prodotti dalla ricerca etnomusicologica abruzzese negli ultimi anni, tutta la documentazione delle fonti audiovisive è rimasta proprietà dei privati, soprattutto per la mancanza di una sede istituzionale. Inoltre, anche per ciò che concerne i rari documenti pubblicati (libri, dischi, CD e video), sono sorti numerosi problemi in relazione alla loro reperibilità, non essendo coordinati in un'unica collana tematica. Oltre a risolvere queste tipo di problematiche, il Museo Civico I.R.E.A. di Castilenti nasce allo scopo di recuperare, catalogare e diffondere la produzione musicale tradizionale. Si tratta di un ingente patrimonio che, affidato all'oralità e perennemente minacciato dall'omologazione culturale, rischia di scomparire, segnando una grave perdita per la cultura abruzzese. La struttura vuole dunque assicurare vitalità, continuità e accessibilità, nonché merito, al patrimonio orale dell'Abruzzo caratterizzato da canti di lavoro, canti extraliturgici, canti di pellegrinaggio, canti a serenata, stornelli amorosi e satirici, canti infantili, musica da ballo, ninne nanne e fiabe. Sebbene in allestimento, sono tre gli spazi previsti: una sezione museale all'interno della quale saranno esposti strumenti musicali tradizionali di provenienza regionale ed extra-regionale (quali grancasse, zampogne zoppe, pifferi di diversa fattura, flauti d'osso di capra, strumenti ritmici di vario genere e organetti a due bassi); una sezione archivio, che prevede l'organizzazione delle fonti reperite dagli studiosi, dotata di una biblioteca, fototeca, fonoteca, iconoteca, videoteca, nonché di un sito internet che permette di consultare il materiale contenuto all'interno del museo; infine una sezione studi, dotata di un laboratorio di indagine e ricerca sul campo nel territorio regionale, pensata per organizzare stages e conferenze in ambito nazionale ed internazionale, convegni, scambi culturali con istituzioni e seminari per università.

CERQUETO DI FANO ADRIANO
Museo del Folclore e delle Tradizioni Popolari

Via del Colle, 12 Tel. 0861.95195/95185

In ristrutturazione Il museo è nato agli inizi degli anni '60 da una raccolta privata arricchitasi nel corso degli anni sino a diventare una mostra permanente dedicata alle numerose attività svolte in passato dagli abitanti di questa zona. Gran parte del materiale conservato, infatti, proviene dalle case di Cerqueto e da altri paesi intorno al Gran Sasso; sono esposti, oltre a strumenti per l'attività pastorale e ad attrezzi per la filatura della lana, del cotone e della canapa, anche trine e merletti di varia provenienza, ex-voto su tele e su lamiere, ferri di San Vito per il mal di denti, trappole per topi, pistole e fucili ad avancarica, pipe di coccio con cannule intagliate, borracce di legno e di maiolica, cucchiai e forchette di legno, tegami di terracotta e attrezzi artigiani.

 

CIVITELLA DEL TRONTO
Museo storico della Fortezza Fortezza di Civitella del Tronto

Tel. 0337/666221 - Fax 0861/91588 e-mail civitellatronto@tin.it Orario di apertura: aperto tutti i giorni. Nel periodo invernale dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 14,30 alle 17,00; in quello estivo dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 20,00; in quello primaverile dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00; in quello autunnale dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00. Costo del biglietto: L 5.000 (2,58 euro), ridotto L.3.000 (1,54 euro).

La Fortezza di Civitella del Tronto è una delle più imponenti opere di ingegneria militare in Italia; si estende, infatti, per più di 500 metri di lunghezza e comprende una superficie complessiva di circa 25.000 mq. Fu costruita durante la dominazione spagnola tra il 1564 e il 1576. Al suo interno è ospitato il museo, la cui esposizione comprende numerosi oggetti inerenti la vita militare del forte: armi antiche, bandiere, divise, mappe e numerosi documenti che attestano l'attività svolta nella Fortezza nel corso dei secoli.

 

CONTROGUERRA
Museo della Civilta' Contadina in Val Vibrata

Via S. Giuseppe, 26 Tel. 0861. 856630 Orario di apertura: aperto tutti i giorni dalle 9,00 alle 19,00. Costo del biglietto: ingresso gratuito.

Il museo, allestito in una tipica struttura rurale, offre un'ampia visione di oggetti che testimoniano come l'attività rurale di un tempo sia ancora alla base dello sviluppo economico di tale zona; nelle differenti sezioni sono esposti, oltre ad attrezzi agricoli e ad utensili vari utilizzati in passato dagli artigiani, anche fotografie, documenti, contratti agrari e matrimoniali. Inoltre, un ampio spazio è stato dedicato al ciclo del grano e del vino e soprattutto della canapa che rappresenta il settore più completo e ricco di oggetti, di manufatti, di cartelloni esplicativi sulla lavorazione e coltivazione di questa fibra.

 

GIULIANOVA
Museo d'Arte dello Splendore

Viale dello Splendore, 112 Tel. e Fax 085.8007157 Orario di apertura: aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00; nel periodo estivo dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 22.00. Costo del biglietto: intero L.5.000 (2,58 euro), ridotto L.2.000 (1,03 euro).

L'antico e restaurato Convento della Madonna dello Splendore, situato all'estremità nord della zona storica di Giulianova, oltre ad essere un'importante struttura a livello religioso ospita due grandi realtà culturali: il MAS, Museo d'Arte dello Splendore e la Biblioteca "Padre Candido Donatelli". Il MAS, Museo d'Arte dello Splendore di Giulianova, fortemente voluto da Padre Serafino Colangeli, è stato inaugurato il 27 luglio 1997. La gestione è stata affidata alla Fondazione POC, Piccola Opera Charitas, la quale si è assunta l'impegno di creare ambienti adeguati per l'allestimento di un museo di ampio respiro culturale e della sua gestione. Affidato alla presidenza di Padre Serafino Colangeli e alla direzione artistica di Floriano De Santi, è coadiuvato da un comitato scientifico formato da Carlo Fabrizio Carli, Maurizio Fagiolo dell'Arco, Claudio Spadoni, Duccio Trombadori. Fervida l'attività del MAS, a partire dal 27 luglio 1997. La struttura, che occupa uno spazio di circa 1200 mq, è suddivisa in tre piani: il piano terra, che accoglie le mostre temporanee; Il primo piano, riservato alla Collezione delle opere in permanenza con sale dedicate a Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Franco Francese, Alberto Gianquinto, Carlos Mensa, Gaston Orellana, Josè Ortega ed Aligi Sassu; il terzo piano ospita invece 100 opere di 85 artisti italiani e stranieri che completano la Collezione permanente del MAS. Tra i pittori, tanto per citarne alcuni, Attardi, Bonichi, Calabria, Carmassi, Cremonini, Dova, Falconi, Fieschi, Germanà, Guccione, Linnovara, Miller, Morgan, Ossola, Platiner, Quetglas, Recalcati, Rivers, Savinio, Scanavino, Schifano, Sughi, Tornabuoni, Vespignani, Zigaina, etc. Tra gli scultori sono presenti Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Hernandez, Alfred Hrdlicka, Lopez Garcia, Joaquin Schmettau e Giuliano Vangi. Il MAS, oltre alle straordinarie mostre antologiche, organizza incontri culturali, conferenze e concerti, proponendosi come "punto di contatto", di incontro tra le ricerche e i fermenti culturali presenti nella regione e i grandi eventi dell'arte di carattere nazionale e internazionale.

GIULIANOVA
Pinacoteca Civica "Vincenzo Bindi"

Corso Garibaldi, 109 Tel. 085.800211 - Fax 085.8021268 In restauro

Aperto al pubblico dal 1978, la pinacoteca espone in diverse sale la raccolta appartenuta allo storico cultore d'arte Vincenzo Bindi e da lui donata al comune nel 1928. Oltre alla vasta campionatura dei dipinti di Consalvo Carelli, grande esponente della scuola di Posillipo, tra cui la "Grotta della Sibilla Cumana" ed il "Golfo di Napoli", e delle opere di pittori come Michetti, Patini e Della Monica, sono conservati appunti di viaggio, autografi di amici artisti, libri con dediche, sculture, maioliche del '600, divani e mobili che costituiscono parte integrante del museo.

GIULIANOVA
Centro Culturale San Francesco

Via Scarafoni, 3 Tel.085.8006012 - Fax 085.8003677 Aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 19.00; sabato dalle 8.30 alle 13.00 (chiuso la domenica) Ingresso gratuito.

Il Centro, oltre ad avere una ricca biblioteca di arte, teologia, medicina, ecc., espone tele ad olio, litografie, serigrafie e acqueforti di numerosi artisti contemporanei tra cui Gigino Falconi che per primo donò al Centro Culturale alcune sue opere. Sono inoltre conservati quadri di Gaston Orellana, Gioxe De Micheli, Robert Carrol e Giorgio Bonelli. E' prossima, nello stesso centro, l'apertura di un vero e proprio museo.

GIULIANOVA
Torrione "Il Bianco"

Via del popolo, incrocio Acquaviva Infoline: tel. e fax 085.8021215 Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30 e-mail: bib.civica.bindi@zerotime.it Ingresso gratuito.

Il Torrione "Il Bianco" ospita la nuova sezione archeologica del completissimo sistema museale giuliese. Una ricca collezione di anfore e di pregevoli lucerne testimonia l'importanza dei reperti, riferibili all'epoca romana, rinvenuti vent'anni fa nei pressi del Bivio Bellocchio. Per la loro esposizione è stata scelta l'antica torre, già parte integrante del sistema difensivo voluto dagli Acquaviva, considerata come l'anello di congiunzione ideale tra la memoria storica del passato e la necessità contemporanea di valorizzare il proprio patrimonio culturale.

 

ISOLA DEL GRAN SASSO
Museo Staurós di Arte Sacra Contemporanea

Santuario di S. Gabriele Tel. 0861.975727 - Fax 0861.975929 Orario di apertura: aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 9,00 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30. Costo del biglietto: ingresso gratuito.

Collegato con la Biennale di Arte Scara, il museo,allestito nel Santuario di San Gabriele dell'Addolorata, ospita la più grande collezione del mondo di opere a carattere sacro. Al suo interno sono esposti numerosi dipinti e sculture d'arte sacra contemporanea tra cui la Collezione Fieschi donata dall'artista ed altre opere sul tema della passione e della resurrezione di Cristo, di importanti autori come Brindisi, Caruso, Borgonzoni e Donzelli. La generosità di tali artisti e di molti altri che partecipano con interesse dal 1984 alla Biennale d'arte sacra, ha consentito di costruire la consistente e crescente raccolta di opere d'arte che ha permesso l'allestimento di questo museo.

 

MONTEPAGANO
Museo della Cultura Materiale

Corso Umberto I Tel.085.8930473 Aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 16.00 alle 18.00 (chiuso il lunedì) Costo del biglietto £ 10.000 (5,16 euro) Ridotto £ 5.000 (2,58 euro).

In alcune stanze del vecchio Municipio di Montepagano è stato allestito il Museo della Cultura Materiale. Al suo interno sono esposti oggetti di vario genere: strumenti musicali, macchine da scrivere, libri e foto antiche, attrezzi da lavoro, sia agricolo che artigiano. Inoltre sono stati fedelmente ricostruiti due ambienti contadini d'epoca: una cucina con tutti gli oggetti casalinghi ed una camera da letto completa di lavabo e corredo da sposa; entrambi contribuiscono a rendere più realistica, agli occhi del visitatore, l'esposizione degli oggetti interni al museo. In tempi più recenti il museo si è ampliato con altre due sezioni, una dedicata alle erbe officinali, curative e per usi culinari, l'altra dedicata ai santini ed alle immaginette sacre, dall'800 ai tempi moderni.

 

MORRO D'ORO
Museo della Civiltà Contadina delle Arti e delle Tradizioni Popolari

Piazza Duca degli Abruzzi, 2 Tel. 085.895145 - Fax 085.8959566 e-mail: uff.morro@tin.it Aperto tutti i giorni dalle 8.00 alle 14.00 Ingresso gratuito.

Il museo è ospitato nelle cantine dell'antico Palazzo De Gregoris; qui sono esposti circa 300 oggetti che testimoniano l'attività agricola ed artigiana di Morro D'Oro per oltre due secoli. Nelle diverse sale, disposte su tre piani, sono conservati utensili agricoli, attrezzi per la lavorazione del legno e per la tessitura.

 

MOSCIANO SANT'ANGELO
Museo delle Scienze Naturali

Via Colle Leone, 35 Tel. 085.8061499 - Fax 085.8062564 e-mail: oacl@zerotime.it Aperto tutto l'anno dalle 9.00 alle 13.00 Lunedì, mercoledì e venerdì dalle 21.00 alle 2.00 (chiuso domenica pomeriggio, martedì, giovedì e sabato) Ingresso gratuito.

Il museo, costituito da un'unica sezione espositiva dedicata ai reperti fossili e minerali, è inserito in un complesso multidisciplinare che riunisce l'Osservatorio Astronomico ed il Planetario di recente costruzione.

 

NERETO
Museo delle Radio e delle Telecomunicazioni

Scuola Elementare di Nereto Via Vittorio Veneto Tel. 0861.82220 In allestimento.

Il museo di Nereto rappresenta un'importante conquista per la Val Vibrata, vero e proprio riconoscimento ad un'area della provincia di Teramo caratterizzata da un grandissimo patrimonio, nella sua valenza storica, artistica ed archeologica, che merita di essere conservato. Il museo, allestito all'ultimo piano della locale scuola elementare, propone, accanto ad una ricca pinacoteca, sale dedicate alla letteratura, all'archeologia, alla radio d'epoca e a tutti i mezzi di telecomunicazione. Gli altri spazi previsti, sono stati invece riservati ai comuni della Val Vibrata per custodire ed esporre i propri tesori artistici.

NOTARESCO
Museo Civico Romualdi

Via Romualdi, 2 Tel.085.895021 - Fax 085.835381 Aperto tutti i giorni dalle 18.00 alle 21.00 nei mesi estivi sabato e domenica dalle 17.00 alle 20.00 nei mesi invernali Ingresso gratuito.

Nelle tre sale che costituiscono il museo sono conservati materiali di vario genere. Al primo piano è ospitata la sezione archeologica che espone reperti provenienti da una villa romana ritrovata nell'area del Mandamento di Notaresco; al piano terra trova posto una sala multimediale con materiale di storia patria; in deposito, materiale archeologico lapideo ed una raccolta di conchiglie marine e di fossili risalenti al Giurassico.

 

ROSETO DEGLI ABRUZZI
Civica Raccolta d'Arte

Via Nazionale, 250 Tel.085.8930101 Aperta dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00 (chiuso la domenica) Ingresso gratuito.

La raccolta, inaugurata nel 1981, è ospitata al piano terra del palazzo della Villa Comunale. Il suo nucleo centrale è costituito dalle opere della famiglia dei pittori Celommi: Pasquale, il figlio Raffaello, il nipote Luigi ed il pronipote Riccardo. Sono esposti inoltre lavori di altri artisti locali, tra le opere è degna di essere menzionata il "Ciabattino" che, dipinto da Pasquale Celommi, è considerato un capolavoro.

 

TERAMO
Museo Civico Archeologico

Via Delfico, 36 Tel. 0861.247772 - Fax 0861.247120 Orario di apertura: aperto tutti i giorni dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00. Costo del biglietto: L.10.000 (5,16 euro), ridotto L.5.000 (2,58 euro).Sito web: www.civicimuseiteramo.com

Prima tessera di un mosaico assai composito nel quale oggetti e forme "significano" spazi del tessuto urbano dell'antica Interamnia ancora visibili nel centro storico, spazi che, opportunamente restaurati e riproposti all'attenzione di chi voglia entrare in contatto con il passato, dialogheranno con la realtà del Museo per ricomporne l'identità dalle mille sfaccettature. Perciò, nel Museo Archeologico, il doloroso trapasso dalla stanza dell'antichità al chiuso dei freddi ambienti, che spesso tradiscono il ruolo di puro contenitore, è avvenuto in modo tale che per ognuno la visita possa diventare l'occasione per riappropriarsi delle sue radici storico-culturali, alla luce di componenti di storia ormai dimenticate. E dunque nelle stanze allestite i reperti esposti, le ipotesi ricostruttive, i plastici, i rilievi grafici, relativi agli elementi tipologici diffusi nell'antico tessuto urbano testimoniano questo processo di autentica "appropriazione" del bene culturale. Otto sale che simulando, in un ipotetico viaggio nel tempo, un percorso attraverso la vita quotidiana dell'antico interamnita, ne ha riproposto i luoghi di frequentazione pubblica con le sue tracce: epigrafi, statue, enormi capitelli, ingombranti rocchi di colonna; l'affascinante decorazione della scenafronte del teatro, i piccoli frammenti di una decorazione raffinata e meticolosa nella resa dei particolari; e poi, oltre alle statue, che dovettero ornare giardini di case private, ecco riemergere gli oggetti d'uso comune, piccole ciotole, anfore per la conservazione del vino, un elemento a zampa di leone appartenente a un piccolo tavolo, un orecchino, un vasetto per contenere fiori, un cucchiaio, pesi da telaio, vetri frammentati di contenitori di vario colore e forma, elementi della decorazione della casa, frammenti di intonaco ora dai delicati colori ora dalle tinte aggressive, tessere musive pavimentali, a testimonianza della vita quotidiana entro le pareti domestiche, piccoli oggetti d'uso comune che rendono viva la realtà vissuta degli antichi interamniti, quasi che si riesca a spiare tra le spesse cortine dei muri che circondavano le ville da cui provengono gli oggetti in mostra. E ancora le necropoli: epigrafi a testimonianza di una vita trascorsa, la delicata immagine del defunto riproposta assieme alla dedica per fissare i contorni del volto e catturarne lo spirito per l'eternità; statue funebri, a ricordo indelebile, nei pressi della tomba, dell'estinto e poi i corredi funerari dei sepolcri rinvenuti lungo l'antica via romana extraurbana; nella morte il ricordo della vita: dadi, pedine, ciotole, piccoli vasi, lacrimatoi, a contenere il segno tangibile del rimpianto, unguentari e decine di piccoli frammenti d'osso che adornavano il letto per il rogo funerario. Sulla parete dell'ultima stanza allestita una pittura suggerisce quella che dovette essere la strada romana, fiancheggiata da mausolei, immersa nel verde, laddove il pellegrino sostava per dare pausa alla sua fatica e, nell'ascolto del "memento mori", a contatto con la natura, tornava a riflettere sull'essere e il non essere. Su tutti gli ambienti domina la splendida sala S. Carlo, in grado di ospitare 160 posti a sedere, laboratori didattici, l'archivio storico comunale, la caffetteria e il punto vendita.

TERAMO
Museo di Collurania

Contrada Specola - Teramo Tel. 0861.210490 - Fax 0861.2104492 Visite su prenotazione Ingresso Gratuito

In allestimento Gli strumenti che, nello scorso secolo, hanno supportato la ricerca scientifica dell'Osservatorio Astronomico di Collurania, appartengono oggi alla collezione storica del suo museo. Infatti, all'interno di alcuni locali dell'Osservatorio è stato allestito un piccolo spazio dove si possono ammirare numerosi ed antichi strumenti. Il materiale è stato opportunamente restaurato e catalogato allo scopo di renderne possibile la ricerca sistematica, l'individuazione e lo studio. Per ogni strumento, infatti, è stata redatta una dettagliata scheda descrittiva che consente al visitatore di comprendere al meglio la funzione dell'oggetto che si trova ad ammirare. Oltre ai numerosi telescopi e cannocchiali, sono stati conservati cronometri da marina, astrografi, voltometri e numerosi altri strumenti di precisione del secolo scorso.

TERAMO
Pinacoteca Civica

V.le Bovio, 1 Tel. 0861.240315 - Fax 0861.247120 Orario di apertura: aperta tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00. Costo del biglietto: L.10.000 (5,16 euro), ridotto L.5.000 (2,58 euro). Sito web: www.civicimuseiteramo.com

Centro di lettura del territorio, nella sua valenza storico-artistica, e nodo del sistema museale "Città di Teramo" Ubicata nella Villa Comunale, in una palazzina di stile neoclassico adattata a museo negli anni '20, ristrutturata negli anni 1958 e nel 1979, la Pinacoteca è stata riaperta al pubblico. La raccolta in esso conservata, il cui nucleo più antico risale al 1863 costituito, per lo più, con opere provenienti da chiese o conventi e con qualche deposito di privati, si è nel tempo arricchita e ampliata grazie a cospicue donazioni. Le opere abbracciano cronologicamente un periodo che va dal XV secolo ai giorni nostri e testimoniano per lo più espressioni artistiche abruzzesi intessute, nel 1400, di influenze umbre e marchigiane e, nei secoli successivi, di un collegamento alla realtà culturale di Roma e di Napoli nelle opere di scuola napoletana e romana del '600 e '700 e in quelle attribuibili ad insigni artisti napoletani quali Luca Giordano, Luca Forte, Francesco Solimena, Leonardo Coccorante, Francesco De Mura, Corrado Giaquinto. Non mancano riferimenti a momenti artistici diversi come nella copia della predella della Pala di Joos van Cléve, di probabile matrice genovese, nel dipinto di Carlo Saraceni, di Orazio Gentileschi, nella tela attribuita a Georges Mesnil de La Tour, dall'incredibile fascino compositivo, nella tavola del 1500, di area veneta, dal notevole valore documentario oltre che artistico. Il mondo artistico abruzzese è testimoniato, nella sezione relativa all'arte dell'800 e '900, da dipinti di Pasquale Celommi, Vittorino Scarselli, Vincenzo de' Vincentiis, Ugo Sforza, Giuseppe Verdecchia, Raffaello Pagliaccetti per il secolo scorso e da opere di Guido Martella, Manfredo Acerbo, Leno Rossi e soprattutto Giovanni Melarangelo e Guido Montauti e da sculture di Raffaello Pagliaccetti (1839-1900), con la sua splendida "Cieca", quasi "Madonna rinascimentale in cenci", e di Venanzo Crocetti (1913) con la icastica rappresentazione di animali quali il leone, la leonessa o la cerbiatta ferita. Idea guida del progetto è l'attrezzatura di un ambiente microclimatizzato per il deposito delle opere non esposte, ma visionabili a richiesta, che consentirà di allestire un museo periodicamente rinnovato nell'espansione in margine a proposte didattiche diverse per una migliore fruizione e comprensione del patrimonio storico-artistico.

TERAMO
Museo delle Tradizioni Popolari

Villa Pavone, Via Gabriele Melozzi Tel. 0861.410404 Orario di apertura: aperto su prenotazione, meglio se telefonica. Le "visite guidate" (scolaresche, gruppi, ecc.) devono essere concordate. Costo del biglietto: ingresso gratuito.

Di proprietà del signor Liberato Coccagna il museo è gestito con la collaborazione dell'associazione "AMICI DELLA CULTURA POPOLARE". Sistemato su due piani, presenta, all'esterno, sulla parete d'ingresso, antiche ruote per carri, un aratro interamente in legno ("perticara") e un grande erpice. Al piano terreno, su tre pareti, sono stati collocati tutti gli attrezzi del lavoro contadino, dell'abitazione rurale, delle varie attività artigiane (il fabbro, il maniscalco, il falegname, il calzolaio, ecc.). Molto interessante la collezione delle "misure" per liquidi e aridi, quella degli oggetti da cucina e dei "rami". Molto particolare la serie di "trappole per topi". Poi il focolare, dotato di tutti gli attrezzi tradizionali: alari, "sufflaturo", spiedo, "callàra", graticola, ecc. Interessanti, in questa sezione, oltre ai numerosi e antichi "setacci", canestri e fiaschi, sono un contenitore per aridi dalla fattura particolare, e una "traja" formata da due assi di legno accostate con inserite scaglie di selce, pezzo, questo, che risulta unico nel suo genere. Al piano superiore sono sistemate le altre sezioni: quella dedicata ai lavori femminili, caratterizzata da ferri da stiro, alcuni "rami", stupende tavole intagliate e decorate per lavare i panni - sia in legno che in cotto -, oggetti per la filatura, ecc.; quelle dedicate alla "devozione popolare", caratterizzate da immagini e oggetti sacri; quella dedicata alla scuola, con banchi, calamai da tavolo e da viaggio - alcuni molto antichi - penne, pennini, inchiostri, cartelle, quaderni, libri, sillabari, pagelle, pallottoliere, carte geografiche, pastelli, ecc.; quella dedicata alla "stanza da letto", con il tavolo della toeletta, con tutti i possibili accessori maschili e femminili. In due vetrine è sistemata un'amplissima ed eterogenea "oggettistica" dove spicca lo splendido "tamburello", decorato a colori, recante figure di danzatori, pezzo veramente pregiato, unico e ben conservato. Altra sezione è quella riservata ai giochi fanciulleschi, con gli oggetti che i ragazzi costruivano da sé (la fionda, la carriola, la "girella", ecc.), e quelli ormai industriali: una splendida "tombola" ottocentesca, le carte da gioco, il gioco "della Posta", il tombolo per le bambine, ecc.

 

TORTORETO
Museo della Cultura Marinara

Via Nazionale Adriatica Nord,1 Tel. e Fax 0861/789180 e-mail: colliger@advcom.it Orario di apertura: aperto tutti i giorni, tranne la domenica, dalle 15.00 alle 19.00. Costo del biglietto: ingresso gratuito.

Il museo, di proprietà dell' Associazione Culturale "Colligere", che provvede anche alla sua gestione, è stato istituito nel 1998. L'intento dell'associazione è stato quello di valorizzare la tradizione della pesca in quanto peculiarità storica locale, in uno dei piccoli centri della costa adriatica che, sviluppatisi negli ultimi decenni come località balneari, hanno subito rapide e significative trasformazioni economico-culturali. Il materiale relativo all'attività peschereccia, proporzionalmente esiguo rispetto ai più ricchi repertori di biologia marina, appare inserito in un contesto espositivo che si articola su diversi aspetti della cultura del mare. Vi si presentano, infatti, materiali eterogenei, ma collegati dal comune tema dell'ambiente marino, visto sia come habitat naturale che come spazio di intervento dell'uomo. L'intento documentativo, che dà maggior consistenza didattica all'originale finalità collezionistica delle raccolte, si esprime soprattutto nella presentazione di modellini e ricostruzione di utensili (sono circa 100 gli oggetti relativi alla marineria), nella riproduzione di scene di vita marinara, nell'attenzione alla cultura orale (è in corso un lavoro di reperimento di espressioni della tradizione marinara locale) e nei rapporti con ex-pescatori ed artigiani del posto per il recupero di informazioni sulle modalità di vita e di lavoro del recente passato. L'allestimento è essenziale, ma ben ordinato. La presenza di questa struttura è da segnalare in quanto risulta essere l'unica in Abruzzo (lo stesso Museo Ittico di Pescara ha ancora un prevalente carattere naturalistico) a dare conto di una tradizione peschereccia tanto ricca quanto assente nel panorama museale locale, anche per la facile deperibilità delle sue testimonianze di cultura materiale.

 

TOSSICIA
Museo delle Tecniche e delle Tradizioni d'Abruzzo

Via Salita del Castello Tel.0861.698414 - Fax 0861.698170 Aperto a luglio ed agosto Ingresso gratuito

Il museo ha sede nelle sale del Palazzo Marchesale, un edificio di origine medievale restaurato di recente. Esso intende documentare la vita quotidiana, le tecniche artigiane del passato che in alcuni casi sono ancora vive ed operanti nel territorio. L'elemento più caratterizzante è rappresentato dai "Ramai del Chiarino", propaggine di influssi etruschi ed orientali nell'Appennino centrale. La visita al museo di Tossicia non solo è utile per conoscere meglio la storia e la cultura delle genti del Gran Sasso, ma è anche l'occasione per riflettere sull'attuale rapporto tra società e ambiente verso un più consapevole uso delle risorse naturali di cui i nostri antenati, con il loro stile di vita, sono stati preziosi custodi. Nelle diverse sezioni si possono ammirare numerosi oggetti in rame, suppellettili e strumenti di lavoro, documenti figurativi e fotografici.