CAMPLI Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo
Piazza
S. Francesco Tel. fax 0861/569158 Orario di apertura: tutti i giorni,
da giugno a dicembre, dalle 8,30 alle 11,30 e dalle 15,30 alle 19,30.
Costo del biglietto: ingresso gratuito.
Il
Museo Archeologico Nazionale, allestito secondo i più moderni sistemi
museali nell'ex convento di S. Francesco, conserva i reperti della
necropoli della vicina Campovalano, dove sono state rinvenute oltre
seicento tombe sia a fossa che a tumulo. Nelle varie sezioni è possibile
ammirare oggetti di diversi corredi funerari, resti archeologici
e faunistici risalenti all'età del bronzo medio e recente (XVI -
XII sec. a.C.), corredi maschili di adulti e bambini datati tra
il X e il II secolo a.C., alcune sepolture femminili e diverse tombe
risalenti all'ultima fase della necropoli (IV - II sec.a.C.). E'
a disposizione, inoltre, una sala audiovisiva dove è possibile assistere
alla proiezione di filmati inerenti il museo.
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CASTELLI Museo delle Ceramiche
Via
del Convento Tel. 0861.979398 - Fax 0861.979225 Orario di apertura:
aperto tutti i giorni tranne il lunedì. Nel periodo estivo dalle
10.00 alle 19.00; in quello invernale dalle 10,00 alle 13,00. Costo
del biglietto: intero L.5.000 (2,58 euro), ridotto L.4.000 (2,06
euro).
Nell'ex
convento francescano ultimato nel 1696 è allestito il museo delle
ceramiche che accoglie la raccolta civica creata da Giancarlo Polidori
nel 1934 e tutte le opere donate nel corso degli anni dai cittadini
di Castelli. Nelle diverse sezioni, ospitate nei due piani del convento,
sono esposte numerosissime opere che vanno dall'alto medioevo ai
giorni nostri. Sono degne di essere menzionate: la "Madonna che
allatta il Bambino" di Orazio Pompei (XVI secolo), la produzione
barocca di Carlo Antonio Grue, le opere di Francesco, Anastasio,
Aurelio, Liborio, Francesco Saverio, Nicola Tommaso, tutti della
dinastia dei Grue e quella dei Gentili, Cappelletti e Fuina. Al
piano terra è allestita una sezione a parte, dedicata all'archeologia.
CASTELLI
Raccolta Internazionale d'Arte
Ceramica Contemporanea
Via
del Convento, 1 Tel.0861.979126 - Fax 0861.970656 Aperto dalle 8.30
alle 13.30 feriali; pomeriggio e festivi su prenotazione Ingresso
gratuito.
All'interno
dell'Istituto Statale d'Arte "F.A. Grue", una scuola che trae da
un lontano passato esperienze e tradizione per proiettarle nel futuro,
è ospitato il museo che raccoglie le espressioni ceramiche di artisti
contemporanei di tutto il mondo. Sempre nei locali dell'Istituto
è ospitato il "Presepe monumentale" costituito da circa 60 statue
di ceramica, a grandezza naturale, prodotte dagli alunni del "Grue"
nel decennio 1965-1975.
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CASTILENTI Museo
Civico I.R.E.A. (Istituto Regionale di Etnomusicologia Abruzzese)
Palazzo
De Sterlich CASTILENTI In allestimento.
Malgrado
gli sforzi e i buoni risultati prodotti dalla ricerca etnomusicologica
abruzzese negli ultimi anni, tutta la documentazione delle fonti
audiovisive è rimasta proprietà dei privati, soprattutto per la
mancanza di una sede istituzionale. Inoltre, anche per ciò che concerne
i rari documenti pubblicati (libri, dischi, CD e video), sono sorti
numerosi problemi in relazione alla loro reperibilità, non essendo
coordinati in un'unica collana tematica. Oltre a risolvere queste
tipo di problematiche, il Museo Civico I.R.E.A. di Castilenti nasce
allo scopo di recuperare, catalogare e diffondere la produzione
musicale tradizionale. Si tratta di un ingente patrimonio che, affidato
all'oralità e perennemente minacciato dall'omologazione culturale,
rischia di scomparire, segnando una grave perdita per la cultura
abruzzese. La struttura vuole dunque assicurare vitalità, continuità
e accessibilità, nonché merito, al patrimonio orale dell'Abruzzo
caratterizzato da canti di lavoro, canti extraliturgici, canti di
pellegrinaggio, canti a serenata, stornelli amorosi e satirici,
canti infantili, musica da ballo, ninne nanne e fiabe. Sebbene in
allestimento, sono tre gli spazi previsti: una sezione museale all'interno
della quale saranno esposti strumenti musicali tradizionali di provenienza
regionale ed extra-regionale (quali grancasse, zampogne zoppe, pifferi
di diversa fattura, flauti d'osso di capra, strumenti ritmici di
vario genere e organetti a due bassi); una sezione archivio, che
prevede l'organizzazione delle fonti reperite dagli studiosi, dotata
di una biblioteca, fototeca, fonoteca, iconoteca, videoteca, nonché
di un sito internet che permette di consultare il materiale contenuto
all'interno del museo; infine una sezione studi, dotata di un laboratorio
di indagine e ricerca sul campo nel territorio regionale, pensata
per organizzare stages e conferenze in ambito nazionale ed internazionale,
convegni, scambi culturali con istituzioni e seminari per università.
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CERQUETO DI FANO ADRIANO Museo
del Folclore e delle Tradizioni Popolari
Via
del Colle, 12 Tel. 0861.95195/95185
In
ristrutturazione Il museo è nato agli inizi degli anni '60 da una
raccolta privata arricchitasi nel corso degli anni sino a diventare
una mostra permanente dedicata alle numerose attività svolte in
passato dagli abitanti di questa zona. Gran parte del materiale
conservato, infatti, proviene dalle case di Cerqueto e da altri
paesi intorno al Gran Sasso; sono esposti, oltre a strumenti per
l'attività pastorale e ad attrezzi per la filatura della lana, del
cotone e della canapa, anche trine e merletti di varia provenienza,
ex-voto su tele e su lamiere, ferri di San Vito per il mal di denti,
trappole per topi, pistole e fucili ad avancarica, pipe di coccio
con cannule intagliate, borracce di legno e di maiolica, cucchiai
e forchette di legno, tegami di terracotta e attrezzi artigiani.
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CIVITELLA
DEL TRONTO Museo storico della Fortezza Fortezza di Civitella del
Tronto
Tel.
0337/666221 - Fax 0861/91588 e-mail civitellatronto@tin.it Orario
di apertura: aperto tutti i giorni. Nel periodo invernale dalle
10,00 alle 13,00 e dalle 14,30 alle 17,00; in quello estivo dalle
10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 20,00; in quello primaverile
dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00; in quello autunnale
dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00. Costo del biglietto:
L 5.000 (2,58 euro), ridotto L.3.000 (1,54 euro).
La
Fortezza di Civitella del Tronto è una delle più imponenti opere
di ingegneria militare in Italia; si estende, infatti, per più di
500 metri di lunghezza e comprende una superficie complessiva di
circa 25.000 mq. Fu costruita durante la dominazione spagnola tra
il 1564 e il 1576. Al suo interno è ospitato il museo, la cui esposizione
comprende numerosi oggetti inerenti la vita militare del forte:
armi antiche, bandiere, divise, mappe e numerosi documenti che attestano
l'attività svolta nella Fortezza nel corso dei secoli.
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CONTROGUERRA Museo della Civilta' Contadina in Val Vibrata
Via
S. Giuseppe, 26 Tel. 0861. 856630 Orario di apertura: aperto tutti
i giorni dalle 9,00 alle 19,00. Costo del biglietto: ingresso gratuito.
Il museo, allestito in una tipica struttura rurale, offre un'ampia
visione di oggetti che testimoniano come l'attività rurale di un
tempo sia ancora alla base dello sviluppo economico di tale zona;
nelle differenti sezioni sono esposti, oltre ad attrezzi agricoli
e ad utensili vari utilizzati in passato dagli artigiani, anche
fotografie, documenti, contratti agrari e matrimoniali. Inoltre,
un ampio spazio è stato dedicato al ciclo del grano e del vino e
soprattutto della canapa che rappresenta il settore più completo
e ricco di oggetti, di manufatti, di cartelloni esplicativi sulla
lavorazione e coltivazione di questa fibra.
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GIULIANOVA Museo d'Arte dello Splendore
Viale
dello Splendore, 112 Tel. e Fax 085.8007157 Orario di apertura:
aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10.00 alle 13.00
e dalle 16.00 alle 19.00; nel periodo estivo dalle 10.00 alle 13.00
e dalle 17.00 alle 22.00. Costo del biglietto: intero L.5.000 (2,58
euro), ridotto L.2.000 (1,03 euro).
L'antico
e restaurato Convento della Madonna dello Splendore, situato all'estremità
nord della zona storica di Giulianova, oltre ad essere un'importante
struttura a livello religioso ospita due grandi realtà culturali:
il MAS, Museo d'Arte dello Splendore e la Biblioteca "Padre Candido
Donatelli". Il MAS, Museo d'Arte dello Splendore di Giulianova,
fortemente voluto da Padre Serafino Colangeli, è stato inaugurato
il 27 luglio 1997. La gestione è stata affidata alla Fondazione
POC, Piccola Opera Charitas, la quale si è assunta l'impegno di
creare ambienti adeguati per l'allestimento di un museo di ampio
respiro culturale e della sua gestione. Affidato alla presidenza
di Padre Serafino Colangeli e alla direzione artistica di Floriano
De Santi, è coadiuvato da un comitato scientifico formato da Carlo
Fabrizio Carli, Maurizio Fagiolo dell'Arco, Claudio Spadoni, Duccio
Trombadori. Fervida l'attività del MAS, a partire dal 27 luglio
1997. La struttura, che occupa uno spazio di circa 1200 mq, è suddivisa
in tre piani: il piano terra, che accoglie le mostre temporanee;
Il primo piano, riservato alla Collezione delle opere in permanenza
con sale dedicate a Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Franco
Francese, Alberto Gianquinto, Carlos Mensa, Gaston Orellana, Josè
Ortega ed Aligi Sassu; il terzo piano ospita invece 100 opere di
85 artisti italiani e stranieri che completano la Collezione permanente
del MAS. Tra i pittori, tanto per citarne alcuni, Attardi, Bonichi,
Calabria, Carmassi, Cremonini, Dova, Falconi, Fieschi, Germanà,
Guccione, Linnovara, Miller, Morgan, Ossola, Platiner, Quetglas,
Recalcati, Rivers, Savinio, Scanavino, Schifano, Sughi, Tornabuoni,
Vespignani, Zigaina, etc. Tra gli scultori sono presenti Floriano
Bodini, Pietro Cascella, Lopez Hernandez, Alfred Hrdlicka, Lopez
Garcia, Joaquin Schmettau e Giuliano Vangi. Il MAS, oltre alle straordinarie
mostre antologiche, organizza incontri culturali, conferenze e concerti,
proponendosi come "punto di contatto", di incontro tra le ricerche
e i fermenti culturali presenti nella regione e i grandi eventi
dell'arte di carattere nazionale e internazionale.
GIULIANOVA Pinacoteca Civica "Vincenzo Bindi"
Corso
Garibaldi, 109 Tel. 085.800211 - Fax 085.8021268 In restauro
Aperto
al pubblico dal 1978, la pinacoteca espone in diverse sale la raccolta
appartenuta allo storico cultore d'arte Vincenzo Bindi e da lui
donata al comune nel 1928. Oltre alla vasta campionatura dei dipinti
di Consalvo Carelli, grande esponente della scuola di Posillipo,
tra cui la "Grotta della Sibilla Cumana" ed il "Golfo di Napoli",
e delle opere di pittori come Michetti, Patini e Della Monica, sono
conservati appunti di viaggio, autografi di amici artisti, libri
con dediche, sculture, maioliche del '600, divani e mobili che costituiscono
parte integrante del museo.
GIULIANOVA Centro Culturale San Francesco
Via
Scarafoni, 3 Tel.085.8006012 - Fax 085.8003677 Aperto dal lunedì
al venerdì dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 19.00; sabato
dalle 8.30 alle 13.00 (chiuso la domenica) Ingresso gratuito.
Il
Centro, oltre ad avere una ricca biblioteca di arte, teologia, medicina,
ecc., espone tele ad olio, litografie, serigrafie e acqueforti di
numerosi artisti contemporanei tra cui Gigino Falconi che per primo
donò al Centro Culturale alcune sue opere. Sono inoltre conservati
quadri di Gaston Orellana, Gioxe De Micheli, Robert Carrol e Giorgio
Bonelli. E' prossima, nello stesso centro, l'apertura di un vero
e proprio museo.
GIULIANOVA Torrione "Il Bianco"
Via
del popolo, incrocio Acquaviva Infoline: tel. e fax 085.8021215
Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30
e-mail: bib.civica.bindi@zerotime.it Ingresso gratuito.
Il
Torrione "Il Bianco" ospita la nuova sezione archeologica del completissimo
sistema museale giuliese. Una ricca collezione di anfore e di pregevoli
lucerne testimonia l'importanza dei reperti, riferibili all'epoca
romana, rinvenuti vent'anni fa nei pressi del Bivio Bellocchio.
Per la loro esposizione è stata scelta l'antica torre, già parte
integrante del sistema difensivo voluto dagli Acquaviva, considerata
come l'anello di congiunzione ideale tra la memoria storica del
passato e la necessità contemporanea di valorizzare il proprio patrimonio
culturale.
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ISOLA
DEL GRAN SASSO Museo Staurós di Arte Sacra Contemporanea
Santuario
di S. Gabriele Tel. 0861.975727 - Fax 0861.975929 Orario di apertura:
aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 9,00 alle 12,30 e
dalle 15,30 alle 19,30. Costo del biglietto: ingresso gratuito.
Collegato
con la Biennale di Arte Scara, il museo,allestito nel Santuario
di San Gabriele dell'Addolorata, ospita la più grande collezione
del mondo di opere a carattere sacro. Al suo interno sono esposti
numerosi dipinti e sculture d'arte sacra contemporanea tra cui la
Collezione Fieschi donata dall'artista ed altre opere sul tema della
passione e della resurrezione di Cristo, di importanti autori come
Brindisi, Caruso, Borgonzoni e Donzelli. La generosità di tali artisti
e di molti altri che partecipano con interesse dal 1984 alla Biennale
d'arte sacra, ha consentito di costruire la consistente e crescente
raccolta di opere d'arte che ha permesso l'allestimento di questo
museo.
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MONTEPAGANO Museo della Cultura Materiale
Corso
Umberto I Tel.085.8930473 Aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle
13.30 e dalle 16.00 alle 18.00 (chiuso il lunedì) Costo del biglietto
£ 10.000 (5,16 euro) Ridotto £ 5.000 (2,58 euro).
In
alcune stanze del vecchio Municipio di Montepagano è stato allestito
il Museo della Cultura Materiale. Al suo interno sono esposti oggetti
di vario genere: strumenti musicali, macchine da scrivere, libri
e foto antiche, attrezzi da lavoro, sia agricolo che artigiano.
Inoltre sono stati fedelmente ricostruiti due ambienti contadini
d'epoca: una cucina con tutti gli oggetti casalinghi ed una camera
da letto completa di lavabo e corredo da sposa; entrambi contribuiscono
a rendere più realistica, agli occhi del visitatore, l'esposizione
degli oggetti interni al museo. In tempi più recenti il museo si
è ampliato con altre due sezioni, una dedicata alle erbe officinali,
curative e per usi culinari, l'altra dedicata ai santini ed alle
immaginette sacre, dall'800 ai tempi moderni.
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MORRO
D'ORO Museo della Civiltà Contadina delle Arti e delle Tradizioni
Popolari
Piazza
Duca degli Abruzzi, 2 Tel. 085.895145 - Fax 085.8959566 e-mail:
uff.morro@tin.it Aperto tutti i giorni dalle 8.00 alle 14.00 Ingresso
gratuito.
Il
museo è ospitato nelle cantine dell'antico Palazzo De Gregoris;
qui sono esposti circa 300 oggetti che testimoniano l'attività agricola
ed artigiana di Morro D'Oro per oltre due secoli. Nelle diverse
sale, disposte su tre piani, sono conservati utensili agricoli,
attrezzi per la lavorazione del legno e per la tessitura.
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MOSCIANO
SANT'ANGELO Museo delle Scienze Naturali
Via
Colle Leone, 35 Tel. 085.8061499 - Fax 085.8062564 e-mail: oacl@zerotime.it
Aperto tutto l'anno dalle 9.00 alle 13.00 Lunedì, mercoledì e venerdì
dalle 21.00 alle 2.00 (chiuso domenica pomeriggio, martedì, giovedì
e sabato) Ingresso gratuito.
Il
museo, costituito da un'unica sezione espositiva dedicata ai reperti
fossili e minerali, è inserito in un complesso multidisciplinare
che riunisce l'Osservatorio Astronomico ed il Planetario di recente
costruzione.
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NERETO Museo delle Radio e delle Telecomunicazioni
Scuola
Elementare di Nereto Via Vittorio Veneto Tel. 0861.82220 In allestimento.
Il
museo di Nereto rappresenta un'importante conquista per la Val Vibrata,
vero e proprio riconoscimento ad un'area della provincia di Teramo
caratterizzata da un grandissimo patrimonio, nella sua valenza storica,
artistica ed archeologica, che merita di essere conservato. Il museo,
allestito all'ultimo piano della locale scuola elementare, propone,
accanto ad una ricca pinacoteca, sale dedicate alla letteratura,
all'archeologia, alla radio d'epoca e a tutti i mezzi di telecomunicazione.
Gli altri spazi previsti, sono stati invece riservati ai comuni
della Val Vibrata per custodire ed esporre i propri tesori artistici.
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NOTARESCO Museo Civico Romualdi
Via
Romualdi, 2 Tel.085.895021 - Fax 085.835381 Aperto tutti i giorni
dalle 18.00 alle 21.00 nei mesi estivi sabato e domenica dalle 17.00
alle 20.00 nei mesi invernali Ingresso gratuito.
Nelle
tre sale che costituiscono il museo sono conservati materiali di
vario genere. Al primo piano è ospitata la sezione archeologica
che espone reperti provenienti da una villa romana ritrovata nell'area
del Mandamento di Notaresco; al piano terra trova posto una sala
multimediale con materiale di storia patria; in deposito, materiale
archeologico lapideo ed una raccolta di conchiglie marine e di fossili
risalenti al Giurassico.
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ROSETO
DEGLI ABRUZZI Civica Raccolta d'Arte
Via
Nazionale, 250 Tel.085.8930101 Aperta dalle 9.00 alle 12.30 e dalle
16.00 alle 19.00 (chiuso la domenica) Ingresso gratuito.
La
raccolta, inaugurata nel 1981, è ospitata al piano terra del palazzo
della Villa Comunale. Il suo nucleo centrale è costituito dalle
opere della famiglia dei pittori Celommi: Pasquale, il figlio Raffaello,
il nipote Luigi ed il pronipote Riccardo. Sono esposti inoltre lavori
di altri artisti locali, tra le opere è degna di essere menzionata
il "Ciabattino" che, dipinto da Pasquale Celommi, è considerato
un capolavoro.
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TERAMO Museo Civico Archeologico
Via
Delfico, 36 Tel. 0861.247772 - Fax 0861.247120 Orario di apertura:
aperto tutti i giorni dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00.
Costo del biglietto: L.10.000 (5,16 euro), ridotto L.5.000 (2,58
euro).Sito
web: www.civicimuseiteramo.com
Prima
tessera di un mosaico assai composito nel quale oggetti e forme
"significano" spazi del tessuto urbano dell'antica Interamnia ancora
visibili nel centro storico, spazi che, opportunamente restaurati
e riproposti all'attenzione di chi voglia entrare in contatto con
il passato, dialogheranno con la realtà del Museo per ricomporne
l'identità dalle mille sfaccettature. Perciò, nel Museo Archeologico,
il doloroso trapasso dalla stanza dell'antichità al chiuso dei freddi
ambienti, che spesso tradiscono il ruolo di puro contenitore, è
avvenuto in modo tale che per ognuno la visita possa diventare l'occasione
per riappropriarsi delle sue radici storico-culturali, alla luce
di componenti di storia ormai dimenticate. E dunque nelle stanze
allestite i reperti esposti, le ipotesi ricostruttive, i plastici,
i rilievi grafici, relativi agli elementi tipologici diffusi nell'antico
tessuto urbano testimoniano questo processo di autentica "appropriazione"
del bene culturale. Otto sale che simulando, in un ipotetico viaggio
nel tempo, un percorso attraverso la vita quotidiana dell'antico
interamnita, ne ha riproposto i luoghi di frequentazione pubblica
con le sue tracce: epigrafi, statue, enormi capitelli, ingombranti
rocchi di colonna; l'affascinante decorazione della scenafronte
del teatro, i piccoli frammenti di una decorazione raffinata e meticolosa
nella resa dei particolari; e poi, oltre alle statue, che dovettero
ornare giardini di case private, ecco riemergere gli oggetti d'uso
comune, piccole ciotole, anfore per la conservazione del vino, un
elemento a zampa di leone appartenente a un piccolo tavolo, un orecchino,
un vasetto per contenere fiori, un cucchiaio, pesi da telaio, vetri
frammentati di contenitori di vario colore e forma, elementi della
decorazione della casa, frammenti di intonaco ora dai delicati colori
ora dalle tinte aggressive, tessere musive pavimentali, a testimonianza
della vita quotidiana entro le pareti domestiche, piccoli oggetti
d'uso comune che rendono viva la realtà vissuta degli antichi interamniti,
quasi che si riesca a spiare tra le spesse cortine dei muri che
circondavano le ville da cui provengono gli oggetti in mostra. E
ancora le necropoli: epigrafi a testimonianza di una vita trascorsa,
la delicata immagine del defunto riproposta assieme alla dedica
per fissare i contorni del volto e catturarne lo spirito per l'eternità;
statue funebri, a ricordo indelebile, nei pressi della tomba, dell'estinto
e poi i corredi funerari dei sepolcri rinvenuti lungo l'antica via
romana extraurbana; nella morte il ricordo della vita: dadi, pedine,
ciotole, piccoli vasi, lacrimatoi, a contenere il segno tangibile
del rimpianto, unguentari e decine di piccoli frammenti d'osso che
adornavano il letto per il rogo funerario. Sulla parete dell'ultima
stanza allestita una pittura suggerisce quella che dovette essere
la strada romana, fiancheggiata da mausolei, immersa nel verde,
laddove il pellegrino sostava per dare pausa alla sua fatica e,
nell'ascolto del "memento mori", a contatto con la natura, tornava
a riflettere sull'essere e il non essere. Su tutti gli ambienti
domina la splendida sala S. Carlo, in grado di ospitare 160 posti
a sedere, laboratori didattici, l'archivio storico comunale, la
caffetteria e il punto vendita.
TERAMO Museo di Collurania
Contrada
Specola - Teramo Tel. 0861.210490 - Fax 0861.2104492 Visite su prenotazione
Ingresso Gratuito
In
allestimento Gli strumenti che, nello scorso secolo, hanno supportato
la ricerca scientifica dell'Osservatorio Astronomico di Collurania,
appartengono oggi alla collezione storica del suo museo. Infatti,
all'interno di alcuni locali dell'Osservatorio è stato allestito
un piccolo spazio dove si possono ammirare numerosi ed antichi strumenti.
Il materiale è stato opportunamente restaurato e catalogato allo
scopo di renderne possibile la ricerca sistematica, l'individuazione
e lo studio. Per ogni strumento, infatti, è stata redatta una dettagliata
scheda descrittiva che consente al visitatore di comprendere al
meglio la funzione dell'oggetto che si trova ad ammirare. Oltre
ai numerosi telescopi e cannocchiali, sono stati conservati cronometri
da marina, astrografi, voltometri e numerosi altri strumenti di
precisione del secolo scorso.
TERAMO Pinacoteca Civica
V.le
Bovio, 1 Tel. 0861.240315 - Fax 0861.247120 Orario di apertura:
aperta tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 9,00 alle 13,00 e
dalle 15,00 alle 19,00. Costo del biglietto: L.10.000 (5,16 euro),
ridotto L.5.000 (2,58 euro). Sito web: www.civicimuseiteramo.com
Centro
di lettura del territorio, nella sua valenza storico-artistica,
e nodo del sistema museale "Città di Teramo" Ubicata nella Villa
Comunale, in una palazzina di stile neoclassico adattata a museo
negli anni '20, ristrutturata negli anni 1958 e nel 1979, la Pinacoteca
è stata riaperta al pubblico. La raccolta in esso conservata, il
cui nucleo più antico risale al 1863 costituito, per lo più, con
opere provenienti da chiese o conventi e con qualche deposito di
privati, si è nel tempo arricchita e ampliata grazie a cospicue
donazioni. Le opere abbracciano cronologicamente un periodo che
va dal XV secolo ai giorni nostri e testimoniano per lo più espressioni
artistiche abruzzesi intessute, nel 1400, di influenze umbre e marchigiane
e, nei secoli successivi, di un collegamento alla realtà culturale
di Roma e di Napoli nelle opere di scuola napoletana e romana del
'600 e '700 e in quelle attribuibili ad insigni artisti napoletani
quali Luca Giordano, Luca Forte, Francesco Solimena, Leonardo Coccorante,
Francesco De Mura, Corrado Giaquinto. Non mancano riferimenti a
momenti artistici diversi come nella copia della predella della
Pala di Joos van Cléve, di probabile matrice genovese, nel dipinto
di Carlo Saraceni, di Orazio Gentileschi, nella tela attribuita
a Georges Mesnil de La Tour, dall'incredibile fascino compositivo,
nella tavola del 1500, di area veneta, dal notevole valore documentario
oltre che artistico. Il mondo artistico abruzzese è testimoniato,
nella sezione relativa all'arte dell'800 e '900, da dipinti di Pasquale
Celommi, Vittorino Scarselli, Vincenzo de' Vincentiis, Ugo Sforza,
Giuseppe Verdecchia, Raffaello Pagliaccetti per il secolo scorso
e da opere di Guido Martella, Manfredo Acerbo, Leno Rossi e soprattutto
Giovanni Melarangelo e Guido Montauti e da sculture di Raffaello
Pagliaccetti (1839-1900), con la sua splendida "Cieca", quasi "Madonna
rinascimentale in cenci", e di Venanzo Crocetti (1913) con la icastica
rappresentazione di animali quali il leone, la leonessa o la cerbiatta
ferita. Idea guida del progetto è l'attrezzatura di un ambiente
microclimatizzato per il deposito delle opere non esposte, ma visionabili
a richiesta, che consentirà di allestire un museo periodicamente
rinnovato nell'espansione in margine a proposte didattiche diverse
per una migliore fruizione e comprensione del patrimonio storico-artistico.
TERAMO Museo delle Tradizioni Popolari
Villa
Pavone, Via Gabriele Melozzi Tel. 0861.410404 Orario di apertura:
aperto su prenotazione, meglio se telefonica. Le "visite guidate"
(scolaresche, gruppi, ecc.) devono essere concordate. Costo del
biglietto: ingresso gratuito.
Di
proprietà del signor Liberato Coccagna il museo è gestito con la
collaborazione dell'associazione "AMICI DELLA CULTURA POPOLARE".
Sistemato su due piani, presenta, all'esterno, sulla parete d'ingresso,
antiche ruote per carri, un aratro interamente in legno ("perticara")
e un grande erpice. Al piano terreno, su tre pareti, sono stati
collocati tutti gli attrezzi del lavoro contadino, dell'abitazione
rurale, delle varie attività artigiane (il fabbro, il maniscalco,
il falegname, il calzolaio, ecc.). Molto interessante la collezione
delle "misure" per liquidi e aridi, quella degli oggetti da cucina
e dei "rami". Molto particolare la serie di "trappole per topi".
Poi il focolare, dotato di tutti gli attrezzi tradizionali: alari,
"sufflaturo", spiedo, "callàra", graticola, ecc. Interessanti, in
questa sezione, oltre ai numerosi e antichi "setacci", canestri
e fiaschi, sono un contenitore per aridi dalla fattura particolare,
e una "traja" formata da due assi di legno accostate con inserite
scaglie di selce, pezzo, questo, che risulta unico nel suo genere.
Al piano superiore sono sistemate le altre sezioni: quella dedicata
ai lavori femminili, caratterizzata da ferri da stiro, alcuni "rami",
stupende tavole intagliate e decorate per lavare i panni - sia in
legno che in cotto -, oggetti per la filatura, ecc.; quelle dedicate
alla "devozione popolare", caratterizzate da immagini e oggetti
sacri; quella dedicata alla scuola, con banchi, calamai da tavolo
e da viaggio - alcuni molto antichi - penne, pennini, inchiostri,
cartelle, quaderni, libri, sillabari, pagelle, pallottoliere, carte
geografiche, pastelli, ecc.; quella dedicata alla "stanza da letto",
con il tavolo della toeletta, con tutti i possibili accessori maschili
e femminili. In due vetrine è sistemata un'amplissima ed eterogenea
"oggettistica" dove spicca lo splendido "tamburello", decorato a
colori, recante figure di danzatori, pezzo veramente pregiato, unico
e ben conservato. Altra sezione è quella riservata ai giochi fanciulleschi,
con gli oggetti che i ragazzi costruivano da sé (la fionda, la carriola,
la "girella", ecc.), e quelli ormai industriali: una splendida "tombola"
ottocentesca, le carte da gioco, il gioco "della Posta", il tombolo
per le bambine, ecc.
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TORTORETO Museo della Cultura Marinara
Via
Nazionale Adriatica Nord,1 Tel. e Fax 0861/789180 e-mail: colliger@advcom.it
Orario di apertura: aperto tutti i giorni, tranne la domenica, dalle
15.00 alle 19.00. Costo del biglietto: ingresso gratuito.
Il
museo, di proprietà dell' Associazione Culturale "Colligere", che
provvede anche alla sua gestione, è stato istituito nel 1998. L'intento
dell'associazione è stato quello di valorizzare la tradizione della
pesca in quanto peculiarità storica locale, in uno dei piccoli centri
della costa adriatica che, sviluppatisi negli ultimi decenni come
località balneari, hanno subito rapide e significative trasformazioni
economico-culturali. Il materiale relativo all'attività peschereccia,
proporzionalmente esiguo rispetto ai più ricchi repertori di biologia
marina, appare inserito in un contesto espositivo che si articola
su diversi aspetti della cultura del mare. Vi si presentano, infatti,
materiali eterogenei, ma collegati dal comune tema dell'ambiente
marino, visto sia come habitat naturale che come spazio di intervento
dell'uomo. L'intento documentativo, che dà maggior consistenza didattica
all'originale finalità collezionistica delle raccolte, si esprime
soprattutto nella presentazione di modellini e ricostruzione di
utensili (sono circa 100 gli oggetti relativi alla marineria), nella
riproduzione di scene di vita marinara, nell'attenzione alla cultura
orale (è in corso un lavoro di reperimento di espressioni della
tradizione marinara locale) e nei rapporti con ex-pescatori ed artigiani
del posto per il recupero di informazioni sulle modalità di vita
e di lavoro del recente passato. L'allestimento è essenziale, ma
ben ordinato. La presenza di questa struttura è da segnalare in
quanto risulta essere l'unica in Abruzzo (lo stesso Museo Ittico
di Pescara ha ancora un prevalente carattere naturalistico) a dare
conto di una tradizione peschereccia tanto ricca quanto assente
nel panorama museale locale, anche per la facile deperibilità delle
sue testimonianze di cultura materiale.
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TOSSICIA
Museo delle Tecniche e delle Tradizioni d'Abruzzo
Via
Salita del Castello Tel.0861.698414 - Fax 0861.698170 Aperto a luglio
ed agosto Ingresso gratuito
Il
museo ha sede nelle sale del Palazzo Marchesale, un edificio di
origine medievale restaurato di recente. Esso intende documentare
la vita quotidiana, le tecniche artigiane del passato che in alcuni
casi sono ancora vive ed operanti nel territorio. L'elemento più
caratterizzante è rappresentato dai "Ramai del Chiarino", propaggine
di influssi etruschi ed orientali nell'Appennino centrale. La visita
al museo di Tossicia non solo è utile per conoscere meglio la storia
e la cultura delle genti del Gran Sasso, ma è anche l'occasione
per riflettere sull'attuale rapporto tra società e ambiente verso
un più consapevole uso delle risorse naturali di cui i nostri antenati,
con il loro stile di vita, sono stati preziosi custodi. Nelle diverse
sezioni si possono ammirare numerosi oggetti in rame, suppellettili
e strumenti di lavoro, documenti figurativi e fotografici.
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